Non si può amare il sax senza conoscere almeno un minimo della sua storia

Adolphe Sax (1814-1894), all'anagrafe Antoine Joseph Sax, era un appassionato di musica che spendeva gran parte del suo tempo nel tentativo di migliorare e perfezionare gli strumenti a fiato.

Il sassofono nasce dal tentativo di dare la sonorità di un ottone ad uno strumento appartenente alla famiglia dei legni.

Deriva infatti dalla fusione di un clarinetto - strumento appartenente alla famiglia dei "legni" e di un "oficleide", oggi praticamente scomparso, appartenente invece alla famiglia degli ottoni.

                        

                

Oficleide                                     

                   Clarinetto                                 

Dal clarinetto il sax prende l'ancia (appunto "il legno che origina il suono") e la meccanica, mentre dagli ottoni prende il corpo in metallo, (in ottone appunto), caratteristica degli strumenti appartenenti alla famiglia degli ottoni quali trombe, tromboni, tube, corni etc.

Visto il periodo (siamo intorno al 1840 - 1845) il sassofono fu utilizzato in orchiestre sinfoniche e gruppi corali, si ricorda il concerto diretto da Hector Berlioz nel "Canto Sacro" per il quale la partitura fu opportunamente trascritta dal Maestro stesso per i nuovi strumenti, tra i quali appunto il sassofono.

La benedizione definitiva arrivò nel 1844 grazie ad un intero capitolo dedicato al sassofono nel celeberrimo "trattato di strumentazione" scritto dallo stesso Berlioz, al quale si aggiunse la lusighiera frase di Gioacchino Rossini, il quale descrisse il timbro sonoro del sassofono come "la più bella pasta sonora che io conosca".

La nascita "ufficiale" è comunque riferita al 21 Marzo 1846, giorno nel quale Adolphe Sax deposita il brevetto per « una famiglia di strumenti a venti chiavi detta dei Sassofoni », che comprendeva otto strumenti.

Alla scadenza del primo brevetto - nel 1866 - l'azienda "Millerau" ne modificò la meccanica aggiungendo la chiave del Fa#.

Il brevetto fu successivamente esteso dallo stesso Sax nel 1881 con l'inserimento del Sib grave ed il relativo allungamento della campana.

Nel 1928, dopo un periodo di collaborazione, la Henry Selmer acquisì l'azienda di Sax contribuendo ad un sensibile miglioramento delle caratteristiche dello strumento. Tutt'oggi la Selmer è considerata l'azienda di riferimento per la produzione di sassofoni, anche se è doveroso ricordare aziende come King, Conn, e le più recenti ma non meno importanti Yamaha e Yanagisawa, tutte produttrici di strumenti di estrema eccellenza.

in Italia possiamo vantiamo aziende produttrici di strumenti di assoluta eccellenza che poco - per non dire niente - hanno da invidiare ai più titolati al mondo: parliamo per esempio, di "Rampone & Cazzani", e "Orfeo Borgani", ma anche aziende come la Orsi e la Grassi; quest'ultima fornitrice del primo strumento a quasi tutti i sassofonisti principainti. I Grassi sono infatti strumenti che  - seppur onesti nelle prestazioni - risultano abbondantemente sufficienti per accompagnare il principiante nei primi anni di studi.

Il sassofono si contraddistingue dagli altri strumenti soprattutto per la sua capacità espressiva; è uno dei pochissimi strumenti che permettono al musicista di ottenere una timbrica "estremamente ruvida" oppure una "estremamente morbida".

E' facile infatti ricordare temi quali "Tequila" dei "The Champs" (1958 - 1962), nel quale Danny Flores, ponendo la giusta pressione di fiato ed utilizzando opportunamente la gola riesce a restituire un suono estremamente sonoro e graffiante, che si contrappone al timbro morbido e soffiato che possiamo ricordare nelle celeberrime esibizioni di Stan Getz in "Girl of Ipanema" (questo per fare due esempi conosciuti da tutti).

Secondo il mio personalissimo punto di vista, è grazie alla flessibilità espressiva ed all'ottima agilità meccanica che il sassofono diventa già degli inizi del '900 un punto di riferimento nel mondo del Jazz.

Ed è in questo ambito che il sassofono viene identificato fino al giorno d'oggi.