No, l'idea di vendere la z1000 non mi passava nemmeno per la testa, è che qualche bastardo me l'ha fottuta. 

Però le mancava qualcosa, che ho trovato sulla Thunderbird. 

Sulla Zetona per divertirti devi andare forte, altrimenti  una moto che non ha senso. E' scomoda, ha le sospensioni rigide e la sella dura, e quando il motore è giù di giri il piacere del vento in faccia non basta a compensare il male al culo, alla schiena ed ai polsi. Senza considerare che è praticamente una monoposto, ed a me piace andare a spasso con la moglie.

Con una Z1000 bastano 200 mt. di dritta ed un paio di curve in lontananza, e se sei "malato di moto" non resisti.

Butti giù due marce ed apri, il motore inizia ad urlare, l'accelerazione ti toglie il fiato, poi stacchi più tardi che puoi, entri e spalanchi in uscita, gestendo il gas per non mettersela per cappello. Solo un "malato di moto" può capire quanto si gode in quel momento ... ma poi guardi il contachiometri e ti rendi conto di essere quasi 200 all'ora. Troppi, soprattutto se navighi verso i 60 ed hai moglie e figli a casa.

Rallenti, e cerchi di goderti la passeggiata, ma la sella torna ad essere dura ed il culo torna a far male, i polsi hanno bisogno di riposo, poi pensi alle gomme (ovviamente in mescola) che si freddano e questo può essere un problema alla prossima staccata.

In quel momento ti rendi conto che vuoi una moto con la sella larga e morbida, e che non è più il tempo di preoccuparsi se le gomme sono fredde o calde...

In quel momento ti rendi conto che la Z1000 non è più la tua moto, è arrivato il momento di una Thunderbird 900.

Forse non avrei mai venduto la ZETONA, legata a tante emozioni e tanti ricordi, ma avrei sicuramente comprato una Thunderbird.

 


 

Bobine e centralina sono un po’ il tallone d’Achille delle Triumph 3 cilindri Classic, ovvero le Thunderbird, Trident, Legend.

Grazie alle testimonianze ed i suggerimenti presenti nel forum Triumphchepassione il problema sembra però risolto, di seguito la mia testimonianza

Dieci giorni prima di partire per le ferie la mia TB900, a circa 100 km da casa, si ferma improvvisamente durante quella che doveva essere una rilassante girata.

Cerco di capire: la benza c’è, l’interruttore del cavalletto è ok, smonto una candela e... non c’è scintilla, da nessuna bobina. Nomino qualche santo perché la diagnosi è ovvia: o centralina o pickup.

Ripenso a questa discussione ed alla soluzione di Triumphead, che anni fa mi ero ripromesso di fare ma poi non avevo fatto, ed aggiungo qualche altro santo alla collezione.

Bene, c’è poco da fare: l’abbandono da una parte, torno a casa in qualche modo ed il giorno successivo noleggio un carrello porta moto (50 euro) e vado a riprenderla. Per fortuna mio cugino ha il gancio di traino.

Una volta in garage misuro l’impedenza delle bobine e... sorpresa, sono bruciate tutte e tre. Prendo una bobina di scorta, sicuramente funzionante, la collego ma nemmeno quella da segni di vita. Completo quindi la collezione di santi aggiungendovi anche qualche doppione, perché il disastro è completo, sono sicuramente bruciate le tre bobine ed anche la centralina, il tutto dieci giorni di partire per le ferie... in moto.

Quindi i problemi sono due:
1) risolvere in brevissimo tempo (non fatemi fare le vacanze in auto, per favore...)
2) capire il motivo del disastro: non può dipendere da un arco sulla bobina centrale, il danno troppo esteso.

Come prima cosa devo trovare i ricambi, rammento bene la soluzione suggerita da Triumphead ed ordino la centralina Ignitech TCIP 4, le 3 bobine IC-TCI-S, il cavo USB, ed ormai che c’ero anche un nuovo pick-up preso su ebay (quello esistente funzionava ma l’impedenza era un po’ bassa).

Un plauso alla Ignitech, che ha spedito tutto in tempi record (3 giorni, dall’invio della prima mail alla merce arrivata a casa) compreso spinotto 10 PIN per la mia moto e l’invio della mappatura (il software si scarica dal sito).

Durante l’attesa dei pezzi cerco di capire, e mi accorgo quasi subito che il tubo di sfiato della batteria era staccato, il relè e la scatola dei fusibili (posizionati entrambi proprio sotto lo scarico della batteria) sono completamente incrostati.
Quindi la batteria ha spurgato un po’ di acido, e con il tubo staccato questo è finito sulla scatola dei fusibili e sul relè, facendo un corto circuito che ha distrutto la centralina, che a sua volta ha distrutto le bobine.

In sintesi, a causa di un merdosissimo tubicino di gomma ho fatto un danno di centinaia di euro ed ho rischiato di far saltare le ferie.
Aggiungo l’ingegnere Triumph alla lista dei santi, e lo nomino così intensamente che di notte San Pietro mi si è presentato in sogno per ricordarmi che lui non fa parte della cricca.

Arriva la centralina e monto il tutto, riutilizzando i cavi originali (così come già più volte detto nella discussione) e monto le bobine avendo cura di mantenerle distanziate: ho scelto una soluzione diversa rispetto a quella suggerita da Triumphead,
Praticamente ho utilizzato delle staffettine in ferro che ho isolato con la guaina termo restringente, che ho agganciato ai buchi originali. Adesso non posso mandare foto (sono in ferie con la moto e non ci penso nemmeno ad alzare il serbatoio ) ma quando rientro le posterò.

Per farla breve: al momento ho percorso 500km e la moto va davvero bene: ho utilizzato la mappatura suggerita dalla Ignitech (con l’anticipo a 35 gradi da circa 4000 in su) ed aprendo dai 120kmh il tiro è davvero entusiasmante. Purtroppo sul manuale d’officina non sono indicati i gradi di anticipo ai regimi inferiori, ma il buco di carburazione intorno i 2500 giri (che avevo già minimizzato lavorando sulla carburazione) è praticamente sparito, credo quindi che alla Ignitech abbiano lavorato sulla curva, ed hanno fatto davvero un buon lavoro. Ovviamente nessun segno di detonazione...

Spesa: 146 euro la centralina, 90 euro 3 bobine, 12 euro il cavo, 25 euro spedizione DHL, totale 273 euro più 70 euro il pick-up, che però non fa parte del disastro.

Quindi i ringraziamenti: prima di tutto Triumphead, che ci ha liberato dalle centraline originali, poi tutti coloro che hanno montato la soluzione ed hanno quindi fatto da cavia (perdonatemi se non vi nomino, difficile ricordarsi tutti i nomi e non ho voglia di rileggere 50 pagine) e per finire la Ignitech, in particolare Jiri, che in pochissimo tempo ha consegnato la merce.