18 anni, finalmente maggiorenne e con tanta voglia di moto vere, moto di grossa cilindrata...

 

Poi, una freddissima sera di Dicembre, su una statale fuori dai centri abitati dietro ad una curva trovi un idiota che viaggia contromano, nella tua corsia. Cerchi di evitarlo ma è troppo tardi... un attimo dopo sei in un fosso. 

Lui scende, ti guarda, ti insulta e se ne va, lasciandoti nel fosso.

 

Cerchi inutilmente di rialzarti ma le ossa sono rotte, ed ogni tentativo alimenta solo il dolore. 

Era il 1984, quasi mezzanotte, i cellulari non esistevano, nei pressi non c'era davvero nessuno e tu non puoi muoverti, puoi solo urlare, ma non sei sicuro che qualcuno ti possa sentire.

 

 

All'epoca il casco non era obbligatorio ma quella sera - per fortuna - lo indossavo... ma solo perché faceva davvero tanto freddo. Ce l'ho ancora quel casco, uno Shoei che costava più della moto... mai più indossato.

 

Le cose succedono indifferentemente dalla nostra volontà, e l'importante è raccontarla.

Ma la fortuna va anche aiutata: basta un attimo per cambiarti la vita.

Non dimenticarlo mai: prudenza, testa e coscienza.